Elizabeth Maciel: show woman versatile e trasgressiva

Continuano le grandi interviste alle star internazionali, targate ‘XXI Secolo’. Questa volta abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Elizabeth Maciel, artista versatile e trasgressiva, nelle cui vene scorre sangue argentino al 100%. Vissuta a lungo tra Buenos Aires e Barcellona, vive oggi nel sud Italia sognando nuovamente le luci della ribalta.

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Buonasera signora Maciel. Non nascondo la mia emozione nell’intervistarLa; pertanto lascio sia Lei a presentarsi ai nostri lettori.

Ti prego, dammi del tu. Ed allora, che dire: mi chiamo Elizabeth Maciel e sono una show-woman di Formosa, nel nord dell’Argentina. Pur avendo vissuto per ben 9 anni a Barcellona, in Spagna, non ho mai perso il mio accento argentino. Sono molto fiera di essere argentina.

Comprendo. Del resto è risaputo, “Dios es argentino….”

Ahahahahah esattamente!

Tralasciando adesso il tuo orgoglio argentino, di cui parleremo dopo; com’era Elizabeth Maciel da bambina? Che sogni aveva?

Una bambina che ha sempre sognato di diventare un’artista. Alle volte mi immaginavo attrice, altre volte modella; ed alla fine posso dire di essere diventata entrambe. Ma non è stato per nulla semplice! Provengo da una famiglia molto umile e fortemente cattolica e ho avuto una madre assai rigida. Finché sono rimasta a casa, a Formosa, ho condotto quindi una vita molto repressa; dove l’arrivare vergine al matrimonio era ad esempio uno dei precetti a cui mi dovevo attenere.    

A che età sei andata via di casa?

Sono andata via di casa quando avevo 18 anni. Ero appena maggiorenne quando arrivai a Buenos Aires.

E che ricordo hai di Formosa?

Di Formosa e del Chaco, vorrai dire. Sì perché fino agli 8 anni ho vissuto a Formosa, e poi dopo per i successivi dieci anni ho vissuto con la mia famiglia nel Chaco. Di quegli anni ricordo che andavamo a raccogliere il cotone nei campi, ricordo le estati nella vecchia casa dove ci ricongiungevamo con tutta la famiglia allargata e ricordo mia nonna. Con mia nonna parlavo di tutto; lei non mi ha mai fatto mancare i suoi consigli.

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Una volta arrivata a Buenos Aires hai trovato subito la tua strada? Come è stato il passaggio dalla provincia alla capitale?

Come ti dicevo sono arrivata nella capitale che avevo 18 anni, ma soltanto all’età di 21 anni ho cominciato a lavorare come modella e ballerina. I primi anni sono stati infatti molto agitati; ho dovuto prima prendere confidenza con una realtà a me estranea. Una volta ambientatami ho iniziato a ballare in discoteche come ‘Coyote’ e ‘GOA/La France’. Avevo le mie coreografie e qualche personaggio. All’inizio mi guadagnavo la vita così; poi dopo, un poco alla volta, sono venute le apparizioni televisive in programmi sportivi come ‘La noche es River’ e le reclames; fino ad arrivare al provino per il teatro di rivista. Fui presa e per tre stagioni ho lavorato a Carlos Paz al fianco di Mónica Ayos. Devo dire, un’esperienza molto interessante nel corso della quale ho avuto modo di conoscere anche Ricardo Darín. Una gran bella persona, davvero. Ricordo che una volta mi disse: “Se hai intenzione di proseguire in questo mondo, incontrerai molta gente che farà di tutto per sminuirti e che senza troppi riguardi ti dirà che non sei buona a nulla; tu però non far loro caso, vai dritta per la tua strada. Tu sei un diamante grezzo e hai un gran cuore!”.

E Darín ha avuto ragione?

Purtroppo sì. Io poi sono una persona molto sensibile. Tante volte, troppe volte mi sono sentita umiliata e non apprezzata in vita mia. Alle volte mi domando quando questo finirà e se in fondo sono io che me la vado a cercare perché non mi trovo nel posto che in realtà dovrei occupare nel mondo.

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Avrei preferito sentirmi rispondere di “no”… Ad ogni modo, ai tempi di Buenos Aires hai lavorato solo come modella e ballerina?

Ti rispondo “no” a questa domanda, va bene lo stesso!? A parte gli scherzi, a Buenos Aires non ho lavorato soltanto come modella e ballerina, ma anche come cantante e attrice. Insomma è stato nella capitale che il mio percorso artistico è giunto a piena maturazione. Adesso ti racconto. Un giorno mi chiama un impresario e mi comunica che stava cercando una ragazza di bella presenza per fare delle canzoni erotiche. Io ascoltai senza dire una parola, ma quando lui incominciò a farmi domande sul mio corpo, gli attaccai senza troppi riguardi il telefono in faccia. Dissi tra me e me: “Questo è un idiota!”. Ricordo che una delle domande che mi fece per entrare in argomento era se io avessi problemi di cellulite. Poi però dopo tre mesi, l’impresario tornò a farsi vivo e chiarimmo il malinteso che si era venuto a creare. Tempo pochi giorni e già stavo registrando la prima canzone. Ho fatto tre album, “Pop Dance Erotic” (2002), “Acabando con todo” (2004) e “Sex and the Music” (2008) che però mi hanno comunque permesso di fare un tour per Bolivia, Perù ed Ecuador. All’epoca ero biondissima ed avevo i capelli lunghi. Parallelamente ai lavori per il secondo disco fui contattata anche per il ruolo di protagonista in un film erotico.

Ed accettasti?

Non ci pensai due volte!

Cosa ti spinse a farlo?

Perché già avevo inciso il mio primo disco erotico e pensai che sarebbe stato una sorta di naturale conclusione del percorso che avevo intrapreso. Inoltre fare un film hard mi avrebbe reso differente dalle altre sexy cantanti, rendendomi molto più trasgressiva rispetto a loro.

Ti sei mai pentita di quella scelta?

Grazie a quella pellicola nel 2006 venni invitata al FICEB – Festival Internacional de Cine Erótico de Barcelona. Mi innamorai subito della città, tanto che non volli più tornare in Argentina. Pensa, mi sarei dovuta fermare al massimo 10 giorni lì in Spagna ma alla fine ho vissuto per ben 9 anni a Barcellona.

Una volta giunta a Barcellona come è continuata la tua vita e la tua carriera?

Per qualche anno, fino al 2008, ho continuato a fare l’attrice di pellicole a luci rosse. Ho lavorato anche con Nacho Vidal. Poi però decisi di abbandonare le scene e dire addio al mondo XXX. Avevo troppa voglia di tornare alla musica ed alle scene. E’ quello il mio mondo; e soltanto lì mi sento un’artista realizzata. Dal 2009 al 2013 ho dunque lavorato a Canale 25 nel programma “Toni Rovira y Tú”; un programma in cui il presentatore intervista cantanti e personaggi del jet-set, ed io facevo la sexy cantante. Tutti mi volevano bene, soprattutto gli ospiti di sesso maschile… In una puntata del programma conobbi anche Nek. Purtroppo però, con l’andar del tempo, anche quell’idillio incominciò a svanire e pertanto incominciai a guardarmi intorno. Dopo averci riflettuto un po’ su, convinta da un amico napoletano, nel 2014 venni in Italia. Mi dissero che qui la mia tipologia di spettacoli rendeva ancora bene e che pertanto potevo lavorare con continuità. L’unico compromesso che avrei dovuto accettare era che mi sarebbe toccato lavorare in club notturni. Non ne ero convintissima, ma alla fine per non aver rimpianti decisi di fare un tentativo.

Parlaci allora del tuo arrivo in Italia

Sono arrivata il 1° luglio del 2014 in Italia. All’inizio andavo e venivo da Barcellona. Volevo prima vedere come mi trovavo in una realtà diversa da quella in cui avevo vissuto per 9 anni. Dopo pochi spettacoli però lasciai perdere; mi resi conto che a presentare i miei spettacoli come star nei night clubs, mi stavo sminuendo come artista. Se avevo deciso di darci un taglio con il cinema erotico per crescere come artista, non potevo dunque continuare a lavorare nei locali notturni. Mi dissi allora che l’Italia non era per me e che il mio unico desiderio era tornare a Barcellona. Ma come spesso accade nella vita, i nostri piani e quelli che ha in serbo in destino per noi non sempre coincidono; ed ecco che quindi adesso mi trovo ancora in Italia, in un piccolo paese della Basilicata.

Ti va di parlarci di cosa è successo che ti ha fatto cambiare idea e che ha fatto in modo che ad oggi sei ancora in Italia?

Si è tratta di una cosa tanto semplice, quanto straordinaria. Non saprei come altro descriverla. Uno dei proprietari di un night club dove lavoravo perse la testa per me. Io all’inizio non volevo saperne nulla di lui; ma più lo allontanavo ed ignoravo e lui più mi corteggiava. Venne addirittura fino a Barcellona per vedermi. Ha smosso il cielo e la terra per me, e lo ha fatto finché io non sono capitolata.

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Ed una volta che hai trovato l’amore anche la vita lavorativa ha ripreso a sorriderti?

A costo di poter apparire ingrata ed ingiusta, voglio risponderti sinceramente. No, con l’amore non ha ripreso a sorridermi anche la mia vita lavorativa. Non posso dirmi di essermi pienamente ambientata in Italia. Il vostro è un Paese meraviglioso, ricco di storia e di fascino però non posso dire di averne appreso bene la lingua. Per quanto mi piaccia, trovo che l’italiano sia una lingua difficile – in particolar modo i verbi – ed il fatto che molti qui parlano in dialetto, di certo non mi aiuta. Forse sarà anche per queste difficoltà con la lingua che non riesco a vedermi in futuro ancora in Italia. Penso e ripenso a Barcellona; una città che porto nel cuore, e di cui sono innamorata.

Quali sono dunque i tuoi progetti ed i tuoi sogni per il futuro?

Progetti concreti al momento non ne ho, ma di sogni per il futuro ne ho quanti ne vuoi. Sicuramente uno di questi è ritornare a Barcellona e continuare la mia vita artistica. Qui non ho contatti nel mondo dello spettacolo; e non posso nascondere che mi manca il jet-set.

C’è qualcosa in particolare che ti manca del jet-set?

L’amore della gente. Mi sento vuota senza il mio pubblico, e spaesata senza il palcoscenico. Inoltre noto con dispiacere che il mio modo di essere, di pensare e di sentire le cose è assai diverso da quelle delle persone che mi circondano. E questo mi fa star male. Loro conducono una vita abitudinaria, fatta di routine e consuetudini dure a morire; io invece, pur non essendomi mai arricchita, pur non avendo vissuto mai nello sfarzo, ho comunque girato il mondo e ho lasciato che la mia mente non si fossilizzasse mai. Pertanto da un po’ di tempo a questa parte, con l’artista dentro di me che soffre, ho indossato nuovamente le vesti della guerriera e sto vivendo questa fase della mia vita come una sfida. La sto vivendo come ho sempre fatto: lottando senza mai snaturarmi.

Dal momento che hai fatto riferimento al tuo modo di essere, come è Elizabeth Maciel lontano dai riflettori?

So che molti faranno fatica a crederci, ma sono molto timida e riservata. Inoltre posseggo un grande senso dell’umorismo. Poi che dire… mi piace dare un tocco di sensualità a tutto ciò che faccio e sono orgogliosamente argentina! Nelle mie vene scorre sangue latino al 100%

E adesso un’ultima domanda prima di salutarci. Cambieresti qualcosa della tu vita?

Sì, qualcosa c’è: il mio modo di affrontare la vita. Mi avrebbe fatto piacere non essere così sensibile; perché ritengo che questo molte volte mi ha danneggiato. Alcune persone nascono dotata di una sensibilità straordinaria, e la vita non è sempre semplice… Più si è sensibili, più si è intelligenti e più si soffre di più. Ma l’unica cosa al mondo che ti può rendere più saggio è soltanto l’esperienza e per averla bisogna essere sempre disposti a rischiare e mettersi in gioco.

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