Elezioni Grecia, si torna allo status quo ante?

Epocale svolta a destra della Grecia: via Tsipras, stravince Kyriakos Mitsotakis

Virata a destra per il popolo greco: il partito Nea Dimokratia, guidato da Kyriakos Mitsotakis, trionfa alle ultime elezioni con il 39,8% dei voti, ottenendo così 154 dei 300 seggi complessivi in Parlamento. 31,6%, a Syriza, il partito del premier Alexis Tsipras, con 86 seggi. Seguono i socialisti di Kinal 8,3%, 23 seggi; il Kke 5,3%, 14; i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7%, 10; Diem 25 il 3,4%, 9. Porte del Parlamento chiuse, per ora, al partito di estrema destra Alba Dorata, che in base alla legge elettorale greca che prevede uno sbarramento del 3%, rischia di non poter accedere all’assemblea nazionale.

Il nuovo premier Kyriakos è figlio di Kontantinos Mitsotakis, a sua volta premier greco dal 1990 al 1993, e nipote dell’allora ministro della Cultura Dora Bakoyannis (nata Theodora Mitsotakis), diventata poi sindaco di Atene e ministro degli Esteri.

Le dimissioni di Tsipras dopo la sconfitta subita alle europee di maggio, hanno portato al voto anticipato e la netta vittoria di Mitsotakis era già nell’aria da tempo.

“Accettiamo il verdetto del popolo”, commenta il primo ministro uscente Alexis Tsipras. “Abbiamo assunto decisioni difficili per portare la Grecia dove è oggi e abbiamo pagato un pesante prezzo politico”, continua il leader di Syriza, che alle 20:45 di ieri sera ha telefonato al nuovo premier complimentandosi per il risultato e riconoscendo la disfatta.

Un ritorno al passato, dunque, per l’Ellade: Nea Demokratia era infatti il partito a capo della nazione prima dell’arrivo della crisi, la cui fine viene percepita ancora faticosamente dal popolo.

Finisce così l’ “era Tsipras” salito al potere nel 2015 come forza alternativa all’austerity imposto dalla Ue ma abbastanza acquiescente verso le pesanti misure di rientro dal debito pubblico. Il leader di Syriza ha pagato lo scotto anche di varie scelte non gradite, come l’accordo sul nome della Macedonia con Skopje, odiato dai nazionalisti, o come la gestione ritenuta inadeguata dei micidiali incendi della scorsa estate, costati la vita ad oltre cento persone nei pressi di Rafina.

Prevista per oggi una riunione dell’Eurogruppo per tracciare il quadro attuale sulla situazione economica, finanziaria e fiscale di Atene.

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