Elezioni Europee: risultati in Italia

Le elezioni europee, chiuse ieri alle ore 23:00, hanno registrato una clamorosa vittoria del Partito Democratico, che è risultato essere il primo votato in tutte le circoscrizioni della penisola italiana, con oltre il 40% dei consensi. Segue il Movimento 5 Stelle con poco più del 21% dei voti, con quasi 20 punti di distacco dal Pd; mentre Forza Italia si è fermata al 16.80%, in netto calo rispetto alle scorse politiche. Buoni anche i risultati della Lega Nord di Matteo Salvini, che con il 6% dei voti supera nettamente la soglia di sbarramento.

Trionfo assoluto dunque per Matteo Renzi, il quale ha dichiarato su Twitter “Un risultato storico. Sono commosso e determinato adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa. Grazie #unoxuno #senzapaura”. Nella conferenza stampa invece ha spiegato come, con delle nuove riforme, intende rendere l’Italia un fondamentale punto di riferimento a livello europeo.  Unico dato negativo per il premier e per il suo partito è quello relativo all’affluenza: con il 57,22% di votanti si registra un calo di 8 punti percentuali rispetto al 2009, anche se bisogna considerare il fatto che è stato possibile votare solo nella giornata di domenica. Il vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani, lo ha definito “un risultato che premia il lavoro del governo e che rappresenta la necessità di andare avanti nel cambiamento del Paese”.

Delusione per la coalizione di centrodestra, sia per il tonfo di Forza Italia che per i modesti risultati ottenuti da Angelino Alfano. Maurizio Gasparri ha dichiarato infatti che ci sarebbe la necessità di guardare a una nuova leadership. Il Movimento 5 Stelle con Beppe Grillo che si è limitato a ringraziare i 5.804.810 sostenitori, ha espresso le sue dichiarazioni e la sua speranza attraverso i social network. Il primo è stato Alessandro Di Battista: “Sono momenti duri e vanno vissuti tutti fino in fondo. Io sono fiero di quello che abbiamo fatto questi mesi. Non mollerò certo adesso. Credo fermamente che il M5S andrà al governo. Il cambiamento culturale è lento, più lento del previsto, ma inarrestabile”.

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