Egitto, gatti e leoni mummificati scoperti a Saqqara

Due mummie di leone sono state ritrovate in un'area vicino alla necropoli di Saqqara, oltre a statue raffiguranti animali, galli e altri felini selvatici.

Molti sono stati i resti arrivati dall’Antico Egitto a noi, tra cui mummie di gatto, cane, ibis e persino di coccodrillo, ma mai prima d’ora vi erano stati rinvenuti resti completi di leoni.

Scoperte in una vicina area della necropoli di Saqqara, Egitto, le mummie di due cuccioli di lenocini sono state ritrovate in una tomba piena di altri animali mummificati insieme a statuette dalla forma felina.

L’importanza di tale ritrovamento sta nella sua unicità; infatti questo rappresenta il primo ritrovamento di resti mummificati di leone.

Oltre a questi, tra le mummie di animali ritrovate, tre  appartengono quasi certamente a leopardi, ghepardi, pantere o altri grossi predatori non ancora identificati.

Accanto ai leoni, invece, vi erano altre 20 mummie di gatti domestici e decine di statuette in pietra, legno e bronzo, finemente dipinte, tra cui spiccavano alcune intarsiate in oro.

Secondo alcuni dati rinvenuti sul posto, tra cui il ritrovamento di una statua della dea Neith, patrona di Sais, città sul Delta occidentale del Nilo che fu la capitale durante la ventiseiesima dinastia, quindi circa 2600 anni fa, è stato possibile datare i resti animali e i reperti a fine del periodo Tolemaico.

Inoltre, i leoni mummificati ritrovati non supererebbero il metro di lunghezza, arrivando a concludere che molto probabilmente questi morirono prima di aver raggiunto il loro pieno sviluppo.

I ritrovamenti di mummie feline e statue sono piuttosto comuni in quest’area del Saqqara, dove in passato si venerava la dea Bastet (2890 a.C.), madre del dio leone Mysis.

Proprio a Saqqara, nel 2004, un team francese di archeologi era riuscito ad individuare uno scheletro incompleto di leone.

Infatti, dopo la morte, i felini venivano trattati con gli stessi onori riservati all’uomo e offerti  a Bastet.

Ma i ritrovamenti non si sono fermati; infatti, a completare il tutto vi è un grosso manufatto a forma di scarabeo, di quelli usati durante il periodo dell’Antico Egitto, come sigilli, gioielli o amuleti.

L’oggetto, lungo una trentina di centimetri, potrebbe rappresentare il più grande tra gli artefatti mai ritrovati in questa forma.

 

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO