Donna nella società

Evoluzione della Donna nella società di oggi, pioniera del lavoro

Donne e lavoro
Donne e lavoro

Negli ultimi anni è sempre più incessante la necessità di dover sottolineare che nel tempo la donna è stata un perno della società, Perché?

È come se ci trovassimo davanti ad un bivio, se prendere ed attraversare la strada irta e sassosa, o la verdeggiante collina fiorita. Eppure dovrebbe essere una cosa semplice, ovvia. Tutti sceglieremo per un senso di sicurezza la seconda soluzione.

Perché allora farsi carico di sottolineare sempre che la donna ha avuto nella storia dell’umanità un ruolo fondante e fondamentale? Perché l’abbiamo resa inerme, abbiamo bloccato e spezzato i passi e abbiamo costruito infrastrutture sociali patriarcali maschiliste?

Oggi ancor di più nasce l’esigenza “strana” (perché dovrebbe essere naturale) di ricordare che ci sono state delle pioniere in quei mondi lavorativi e artistici tipicamente maschili.

Le donne hanno dovuto quindi combattere il doppio, hanno dovuto sgobbare il doppio, hanno dovuto fare valere i loro diritti il doppio, le donne hanno dovuto affermarsi due volte.

Le donne, allora, devono essere riconosciute due volte: come donne e come ciò che sono volute essere e diventare, come madri e mogli, come lavoratrici e idealiste. Ecco che la società ne riconosce i meriti in due letture: come “normale quotidianità” e come “affermazione di primato”.

La libertà di un individuo maschio della società dovrà, da oggi, essere la capacità di guardare con profonda e semplice “normalità” la straordinaria forza di quel che viene definito “focolare, perno, fragile, materno, e soprattutto forte” essere vivente.

Lei è prima di tutto un essere vivente che libera potrà partecipare attivamente, senza dover faticare due volte perché le viene interdetta la possibilità, a quel progresso che porterà al buon futuro.

Alda Merini
Alda Merini

E citiamo la poetessa Alda Merini che invita con le sue splendide parole a guardare con occhi nuovi la donna:

Le Donne

Ci sono donne…

E poi ci sono le Donne Donne…

E quelle non devi provare a capirle,

perché sarebbe una battaglia persa in partenza.

Le devi prendere e basta.

Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare.

Devi spazzare via con un abbraccio

che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto.

a bassa, bassissima voce. Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo

averle raccontate si tormentano – in una agonia

lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e

bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,

vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi

allontanarsi.

Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a

spogliarsi son brave tutte.

Amale indifese e senza trucco, perché non sai

quanto gli occhi di una donna possono trovare

scudo dietro un velo di mascara.

Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.

Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.

Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

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Marco Fiore
Dott. Marco Fiore, laureato in Conservazione dei Beni Culturali Demoetnoantropologia all’Università Suor Orsola Benincasa. – Guida turistica nonché Agente del turismo culturale. Esercita la professione da più di dieci anni. – Curatore d’arte di eventi e vernissage. – Vincitore di alcuni concorsi di poesia. – Ha pubblicato con la Dott.ssa Assunta Mango : “ Napoli esoterica “ , “I tre decumani “ , “ Tempo e tradizioni “, “ I mestieri nel presepe napoletano “ “ L’anima che dispensa “. - Regista e sceneggiatore di commedie teatrali, Presidente e socio dell’Associazione.

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