Dazi, Trump: “accordo con la Cina”

"Un accordo che va bene alla Cina, agli Stati Uniti e va bene al mondo", così Donald Trump annuncia alla Casa Bianca l’intesa con la Cina

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il presidente Trump

“Siamo vicini alla fine della guerra commerciale”, questo è quanto affermato da Trump in seguito all’annuncio di un eventuale accordo con la Cina.

Parla di un accordo arrivato alla “fase uno”, ringraziando il capo negoziatore cinese, il vice premier Liu He, il segretario al Tesoro Steve Mnuchin e l’ambasciatore Robert Lighthizer il quale ha guidato la delegazione americana come Rappresentante al commercio in questo 13esimo round negoziale.

La firma dell’accordo avverrà tra 4-5 settimane in Cile, quando il presidente americano incontrerà il capo di Stato cinese Xi Jinping, per il vertice annuale dei paesi Asia Pacifico.

Dopo mesi, entrambe le parti si sono concentrate per giungere ad un risultato concreto, seppur limitato, che alleggerisca le preoccupazioni riguardo l’economia mondiale ed i mercati, soluzione di compromesso che cerca di accontentare tutti.

Che la Cina fosse intenzionata a stringere un accordo era stato reso chiaro dal fatto che la delegazione giunta negli Stati Uniti era più numerosa del solito, con la presenza del governatore della banca centrale, del ministro del Commercio e dei vice ministri dell’Agricoltura e della Tecnologia.

I dettagli dell’accordo sono ancora segreti, per ora si conoscono i titoli. 

Il primo obiettivo è la fine dell’aumento dei dazi, che gli Stati Uniti martedì prossimo non aumenteranno, come previsto, dal 25 al 30% su 250 miliardi di export cinese. Mnuchin ha precisato che su questo punto l’ultima parola resta al presidente Trump.

La Cina ha concesso aperture riguardo l’industria finanziaria, ha incrementato le importazioni di prodotti agricoli Usa con l’impegno ad acquistare più soia, grano e carne di maiale, ha altresì siglato un patto sulle valute contro la manipolazione dei cambi.

Resta fuori dalla “fase uno” la questione Huawei. Rientrerà nel mercato americano. Scoppiata una serie di polemiche bipartisan al Congresso riguardo i sussidi cinesi alle aziende di stato e i cambiamenti strutturali richiesti dall’amministrazione di cui si parlerà in negoziazioni successive.

Trump ha assicurato che non ci sarà nessuna ostilità verso gli studenti cinesi, “Le nostre università sono le migliori al mondo e noi vogliamo i migliori talenti”.

 

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