Chiudiamo la Forbice!

Partiranno il prossimo autunno le iniziative sociali improntate sul documento Nazionale contro le disuguaglianze sociali  "Chiudiamo la Forbice" che avranno come obiettivo quello di promuovere e garantire i diritti umani a coloro che ne vengono privati

L’Azione Cattolica Diocesana di Cerreto Sannita insieme ad altri uffici della Curia, nel rivedere il documento Nazionale “Chiudiamo la Forbice“, firmato e promosso da diverse associazioni Nazionali, tra cui la Caritas Italiana e l’Azione Cattolica Nazionale,ha deciso di intraprendere un percorso che partirà il prossimo autunno.L’obiettivo è mostrare e parlare di questo documento molto importante, partendo da un suo preciso intento:accettare e amare le disuguaglianze sociali partendo proprio da una “tavolata delle disuguaglianze”che si è avuta durante l’iniziativa”Cambiamo il mondo, Chiudiamo la forbice“,presso il ristorante Archimagirus di Telese Terme.

Questa tavolata è stata un vero e proprio esperimento sociale;sono stati allestiti infatti dei tavoli, ognuno dei quali rappresentava uno Stato del mondo:c’era l’Iraq, gli Stati Uniti, l’Italia, la Siria, alcuni stati Sud Africani e la Turchia e ognuno di questi tavoli aveva un simbolo di disuguaglianza, uno dei quali è stata la brocca d’acqua riempita a metà che rappresentava quegli Stati che sono privi anche di un diritto fondamentale, quello dell’acqua potabile.

Si legge proprio nell’Incipit del documento base di “Chiudiamo la Forbice” un richiamo a delle importanti parole di Papa Francesco, scritti negli “Evangelii Gaudium“: “L’iniquità è la radice dei mali sociali” e “l’iniquità e le disuguaglianze hanno molte facce tra loro connesse”.Papa Francesco,si dice nel documento,”ci invita a lavorare sulle basi strutturali di un sistema economico che uccide, distrugge, scarta gli uomini, le donne e i bambini. Un sistema che è orientato al profitto nel breve termine e che è “terroristico” perché attraverso le disuguaglianze genera violenze senza fine”.

L’obiettivo dunque è “Chiudere la Forbice“, cioè garantire ad ogni essere umano, uomo, donna, bambino, di qualsiasi parte del mondo, di qualsiasi etnia o popolo il diritto dell’uguaglianza, della dignità e di vivere una vita senza paura.

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