Carosello: il teatrino della sera oggi avrebbe 60 anni

Accadde oggi: il 3 febbraio del 1957 va per la prima volta in onda Carosello. 7261 episodi che per vent’anni hanno scandito la quotidianità degli italiani, rendendo famosi diversi personaggi di fantasia, come: Caballero e Carmencita, Calimero, la Linea e tanti altri; oltre ad aver significato per un’intera generazione la fine della giornata e il momento della buonanotte.

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Forse non tutti sanno che Carosello, quello che per vent’anni è stato l’appuntamento quotidiano più atteso dagli italiani, nacque come semplice rubrica di pubblicità. Era il 1957, la televisione era ancora in bianco e nero, quando in viale Mazzini si decise di aprire le porte della Rai alla pubblicità. Nessuno mai sarebbe andato all’idea che quel format televisivo avrebbe presto assunto una propria dignità autonoma.

L’indimenticata rubrica, amata da grandi e piccini, avente come sigla una tarantella arrangiata dal Maestro Raffaele Gervasio, andava in onda tutti i giorni dalle 20.50 alle 21. Soltanto 10 minuti, non uno di più; ma in grado di raggruppare 4 o 5 spettacolini d’autore che è quasi riduttivo chiamare spot pubblicitari. Divisi tra loro da siparietti disegnati da Artioli, ogni filmato era suddiviso in due parti: nella prima, una piccola scenetta od una breve storia in cui non era mai nominato il prodotto reclamizzato; nella seconda, il cosiddetto codino, contenente la réclame.

La sera di quel 3 febbraio 1957 ad essere trasmesse furono “Le avventure del signor Veneranda” per conto del Brandy Stock 84. Il regista fu Eros Macchi, lo sceneggiatore, soggettista ed autore del personaggio fu Carletto Manzoni, gli attori furono Erminio Macario e Giulio Marchetti, mentre il produttore fu Pino Peserico. Gli altri 4 sketch andati in onda furono: “Contributo Shell per la sicurezza nel traffico; Giovanni Canestrini vi parla di: guida a destra o guida a sinistra?”; “Un personaggio per voi” (con Mike Buongiorno per conto de l’Oréal); “Quadrante alla moda” (con Mario Carotenuto per conto della Singer); e “L’arte del bere” (con Carlo Campanini e Tino Bianchi per conto della Cynar).

I 135 secondi di ogni spot possono sembrare infiniti se paragonati ai 30, 15 o 5 secondi delle pubblicità a cui siamo abituati oggi; ma erano davvero pochi per mostrare al pubblico storie di senso compiuto al termine delle quali lanciare messaggi convincenti in grado di indurre all’acquisto. Elencare qui tutti i nomi dei personaggi famosi che hanno prestato la propria immagine e la propria voce per realizzare almeno uno dei 7261 episodi di Carosello è un’impresa improba. Verrebbe da dire che tutti i più grandi, italiani e stranieri, sono entrati nel «teatrino della sera», come ebbe a definirlo Quintavalle; da Totò ad Orson Wells, dai fratelli De Filippo a Frank Sinistra, da Vittorio Gassman a Jerry Lewis.

Alcuni di loro poi hanno finito per legare, indipendentemente dalla loro volontà, il proprio nome al prodotto reclamizzato; come ad esempio: il comico Gino Bramieri al moplen; il jazzista Franco Cerri al detersivo Biopresto; od il nuotatore Fioravante Palestini alla Plasmon. Per non parlare poi dei personaggi di fantasia, rimasti eredità tangibile di Carosello: Calimero (per i prodotti della Mira Lanza), la Linea (per le pentole Lagostina), Topo Gigio (per la Pavesini), Jo Condor (per la Ferrero) o l’Omino coi baffi (per la Bialetti).

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