Callejon José Maria: L’oscuro e prezioso tuttofare.

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José Maria Callejon o lo si ama o lo si odia, tanto lui è talmente normalizzato nella sua persona che continua a fare il suo dovere noncurante delle critiche, e forse anche degli elogi. Ma dove sta la vera forza di questo spagnolo alla sua terza stagione a Napoli? Perché Sarri ha espressamente voluto trattenere questo giocatore che sembrava ormai destinato all’Atletico Madrid? E perché, nonostante abbia segnato in campionato il primo gol solo alla prima di ritorno, è titolarissimo nel Napoli, arrivando a non saltare nemmeno una partita?

LA TATTICA INEDITA.

La risposta, bisogna cercarla probabilmente nelle sgroppate che José compie durante la partita tra difesa e attacco. La dote che quest’anno sta mostrando questo ragazzo, infatti, è il saper coprire benissimo la fascia d’appartenenza, senza far distinzioni sulla zona di tale fascia vada ricoperta. E la sua abilità è soprattutto quella di non intralciare il centrocampista (ma col modulo di Sarri non è un problema) od il difensore che sono sulla sua stessa linea di copertura. Callejon, non solo recupera tanti palloni, ma li smista, se li porta al limite dell’area, e spesso, crea triangoli pericolosissimi proprio con Hysaj che gli permettono anche di arrivare al tiro in porta. E questo vuol dire che non solo i difensori avversari lo devono temere, ma anche gli stessi attaccanti, che si ritrovano quest’anguilla dai piedi buoni ovunque, e questo non può che giovare al Napoli stesso. In Europa ed in generale in coppa, questo tipo di gioco gli permette anche di essere prolifico, perché essendo il gioco di coppa più aperto, Callejon riesce a trovare più facilmente il gol che in Serie A, anche se quest’anno sembri non servire che lui sia prolifico, visto quanto segna Higuain, coadiuvato proprio dai suoi assist, come quello di Sabato contro il Sassuolo.

CALLEJON BOMBER O TUTTOFARE?

C’è chi, probabilmente con poco occhio per la tattica calcistica, lo preferiva in versione bomber. Nessuno infatti può dimenticare i ben 26 gol segnati nelle due ultime stagioni in Serie A da Calleti. Eppure quante volte, seppur così prolifico, ci siamo lamentati del suo rendimento scarso quando la porta non riusciva nemmeno a vederla? Non è più importante il lavoro di adesso, dove egli da ala destra pura diventa lo spartiacque del 70-80% delle azione degli azzurri, rinunciando volentieri a segnare per se stesso? Sicuramente lo è, visto dov’è adesso il Napoli e dov’era l’anno scorso, quando si sudava per una qualificazione in Champions League non arrivata anche per il suo rendimento altalentante. Quindi, teniamocelo così, questo spagnolo tuttofare ed instancabile, che semmai succedesse l’inimmaginabile, bisognerebbe fargli una statua d’oro.

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