Il Ballo del cervello

Il ballo del cervello

Aprire un blog è alla portata di tutti. Renderlo originale un po’ meno. Nell’epoca dei social il blog rappresenta una finestra sul mondo: c’è chi parla di cucina, di animali, di fashion e c’è chi sente l’esigenza di trascrivere un vero e proprio diario personale: E’ la magia di internet e le idee giuste vengono spesso premiate, così ci si ritrova a dover gestire un pubblico crescente, con esigenze maggiori e il passatempo virtuale diventa un vero e proprio impegno. E’ quello che è successo ai ragazzi autori del blog Il ballo del cervello: un gruppo di amici che discute ogni giorno di ciò che gli accade intorno e col tempo si ritrova in diretta su una radio, a dover gestire 9mila ascoltatori. Abbiamo intervistato alcuni dei blogger protagonisti per capire meglio come nasce l’idea del loro blog e come ci si sente a essere improvvisamente trascinati in qualcosa di più grande. Le domande sono state rivolte ad Aldo Mastellone, il ragazzo napoletano che ebbe l’idea di iniziare il viaggio nel mondo virtuale assieme ad altri amici; Linda, suo braccio destro, che cura il contenitore Psycho, dove parla del suo punto di vista sul mondo pubblicando le rubriche Gli Ex non sono amici e Come sembrare intelligenti; Valerio, l’esperto di complotti, si occupa della sperimentazione animale, sempre pronto a portare la luce in questo tetro mondo dell’ignoranza. L’ultima è Simona, la bibliotecaria di fiducia.

Cos’è il Ballo del Cervello?

Aldo: «Il Ballo Del Cervello è un’idea che mi è venuta in mente circa un anno fa. Spesso mi trovavo a parlare con gli amici degli argomenti più disparati e ho deciso di aprire un blog. Ad aprile abbiamo fatto il nostro primo anno di vita che è poi coinciso con la proposta di Eugenio Ceriello di Radio Stonata di estrapolare dal blog un programma radiofonico: direi un regalo bellissimo per il compleanno della nostra piccola creatura. Principalmente però IBDC è un esperimento corale, un’unione di menti ed intenti»

Linda:  «Il ballo del cervello è una gabbia online dove rinchiudere dei wannabe autori»

Valerio: «Ibdc è un contenitore di argomenti, un racconto contemporaneo scritto a più mani, un’avanguardia creativa, lo Zenit culturale del nulla»

Simona: «Il ballo del cervello nasce come contenitore dell’ego di Aldo. Poi siccome avanzava spazio e le bollette erano alte, ci ha subaffittato qualche pagina (ride – ndr

Cosa spinge un gruppo di ragazzi a intraprendere un’avventura del genere? Cosa vi lega?

Valerio: «Al di là di un contratto scritto col sangue, la voglia di esprimere opinioni non sempre politically correct ma il più possibile fresche e stimolanti. L’età è indifferente; ci piace sentirci parte di qualcosa in continua evoluzione»

Linda: «Fondamentalmente nulla e sostanzialmente tutto. Siamo appunto una mandria di giovani disadattati che ha trovato un modo per incanalare le proprie passioni e il proprio tempo libero in qualcosa di concreto»

Simona: «Quello che ci unisce è la passione per quello di cui scriviamo: siamo persone molte diverse ma tutti quanti non la finivamo mai di blaterare di musica, libri, telefilm e via dicendo, così abbiamo ben pensato di scriverne»

Aldo: «Ecco, hanno risposto loro già abbastanza chiaramente. Io sinceramente ho sempre pensato che offrire alle persone un punto di ritrovo, un appuntamento quotidiano fosse qualcosa di importante. Spesso troviamo mille articoli uguali in Rete su una notizia ma senza contenuti. Io dico sempre ai miei autori di non riportare notizie: basta un link per quello. Io chiedo loro di essere creatori di contenuti perché è quello che reputo importante»

Il blog ha debuttato in radio portando a casa al suo debutto un grandissimo risultato: circa 9000 ascoltatori. Che effetto vi fa? E cosa avete in mente per il futuro?

Valerio: «Il successo in radio non era certo preventivato con questi numeri: siamo i primi ad esserne stupiti. Per il futuro speriamo di consolidare la nostra presenza e nel tempo, diventare un riferimento per chi vuole passare un paio d’ore in relax»

Linda: «Stiamo trattando con Barbara D’Urso per apparire a Pomeriggio Cinque. Ci ha detto di non spargere troppo la voce ma pare che la bella presentatrice napoletana voglia lasciarci le redini del programma e concedersi una meritata vacanza»

Simona: «Siamo ovviamente emozionati e grati per l’affetto che ci hanno dimostrato in radio: speriamo di non deludere chi ha creduto in noi ma anzi di sfruttare queste energie positive e i feedback dei nuovi ascoltatori per perfezionarci e offrire contenuti sempre più interessanti»

Aldo: «Vedi come sono politically correct le mie scimmiette? (ride – ndr). Scherzi a parte, è vero quello che dicono, quando dopo la trasmissione ci è stato detto il risultato non ci credevamo. Eravamo su Skype con Eugenio che ci domanda: “Allora, il vostro obiettivo era fare 1000 contatti, sapete, la domenica è un orario particolare, c’è poca gente. Ma buttate lì la cifra, quanto avete fatto secondo voi? Io e i ragazzi ci siamo guardati e abbiamo risposto: 1000? 2000?. Poi ci hanno finalmente comunicato che eravamo su una media di 9000 contatti e penso di essere andato in giro con un sorriso stampato in faccia per giorni. Per il futuro vogliamo crescere. Non rappresentiamo un blog affermato, non siamo blogger affermati, né siamo the next big thing. Ma siamo pronti a diventarlo: la voglia non ci manca»

Come vi organizzate con il lavoro ?

Valerio: «Ogni autore è titolare di una sezione quindi, di una tematica ben precisa: il bravissimo Valerio ad esempio, parla di complotti e puoi solo immaginare quanto vasta sia la scelta. Ognuno è responsabile dei suoi pezzi; Aldo e Linda si rendono disponibili per discutere di ciò che è utile: idee, proposte, suggerimenti, pony»

Linda: «Sì, ognuno è responsabile della propria rubrica e ha pieno potere decisionale su essa e sui suoi contenuti. La parte organizzativa viene gestita da me e Aldo e la grafica è tutta del nostro fantastico Mario Bonfiglio senza il quale saremmo ancora a disegnare gli omini stilizzati»

Simona: «Facciamo gioco di squadra sostenendoci a vicenda»

Aldo: «Come accennavo prima, noi partiamo con questa voglia di creare contenuti. Quindi quando arruolo qualcuno, quando mi viene proposto un pezzo, quando un autore mi contatta con un’idea io ribadisco sempre che devono necessariamente essere originali e creativi»

Il pubblico virtuale risulta più numeroso di quello reale, come lo spiegate?

Valerio: «Internet è a confronto dell’editoria classica, vincente su ogni fronte: gratuito, semplice da gestire e comodo. Il nostro pubblico, composto per la maggior parte da giovani, non poteva che utilizzare la Rete»

Linda: «La gente ha poco tempo o tendenzialmente ama fare più cose contemporaneamente. La lettura di un post condiviso su facebook o twitter va di moda»

Simona: «I contenuti online sono fruibili molto più facilmente di quelli cartacei: sono sempre disponibili e invitano al dialogo e alla condivisione, magari mostrandolo a un amico con uno smartphone invece che portarsi dietro una rivista»

Aldo: «Per lo stesso motivo per cui molte testate all’estero hanno chiuso la versione stampata per passare a quella online. Poi la grande integrazione con i social del blog permette di creare spunti di discussione e approfondimento sui propri profili, pagine, gruppi condivisi e chi più ne ha più ne metta»

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO