Augurare la morte non è reato penale

Corte Cassazione

In un recente provvedimento, la Corte di Cassazione avrebbe dichiarato: “Augurare la morte a qualcuno non è un reato perseguibile penalmente”. Tale manifestazione è certamente da intendere come sinonimo di astio o odio nei confronti di qualcuno, ma poiché il “precetto evangelico di amare il prossimo come se stesso non ha sanzione penale”, la sua violazione risulta irrilevante penalmente.

La corte con queste motivazioni ha dunque assolto i due coltivatori di Cassino condannati lo scorso dicembre con l’accusa di ingiuria e minaccia. L’accusato infatti aveva dichiarato: “Ogni volta che vedo la tua macchina partire per Roma la domenica sera, il giorno seguente compro il giornale con la speranza di leggervi la notizia della tua morte in un incidente stradale, e giuro che se dovessi trovarmi presente al momento dell’accaduto non mi fermerò mai a soccorrerti”. La coniuge a queste affermazioni aveva poi aggiunto: “Ogni anno mi giunge notizia che le tue condizioni di salute peggiorano sempre più e che stai quasi per morire, ma questa bella notizia non arriva mai”.

La Quinta Sezione della Cassazione aveva quindi dichiarato in merito che desiderare la morte di qualcuno non rappresenterebbe necessariamente un’offesa all’onore, per cui non sarebbe da intendersi come ingiuria e lo stesso varrebbe nel caso di minaccia. Augurare la morte di una persona attraverso un incidente compiuto da altri o la morte pervenuta per condizioni di salute è certamente segno di mancato affetto verso quella persona, ma la morte non è determinata da coloro che l’hanno augurata. Insomma, chi augura la morte di una persona con cui ha un rapporto contrastante non rischia di essere condannato perché per i giudici italiani il “fatto non sussiste”.

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Emanuela Iovine
Ambiziosa, testarda e determinata. Nata a Napoli e residente a Caserta. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania e diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna. Sono fortemente convinta che fare il giornalista non sia una professione, bensì una vocazione!

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