A’ Bella ‘mbriana

L’anima della casa dal mito di Demetra

Bella 'mbriana
Bella 'mbriana

La Bella ‘mbriana è la rappresentazione popolare partenopea dell’anima della casa, che in alcune tesi si oppone al munaciello per la sua immagine benevola. Da sempre la condizione umana, o se si preferisce antropologicamente la credenza dell’uomo, porta a vedere nella casa o nel focolare la presenza di un alito, uno spirito o un’anima che protegge e questa viene interpretata ed immaginata in una figura femminile, con forme opulente (pacchiana) e anziana o di mezza età. Atre versioni popolari l’hanno vista in una figura femminile giovane e vergine o di gran fascino, dai capelli biondi e ricci, lunghi e del color oro come il grano, come una dea.

Vestita in un abito della tradizione popolare napoletana o in una veste bianca pari ad una sottoveste. Molti leggono il nome ‘mbriana dal termine meridiana, alludendo al simbolo del sole, del calore domestico. Così per molti studiosi il termine deriva da Mariana per l’allusione all’ombra sotto la quale ripararsi oppure alla natura eterea dell’essere. Ella interviene consigliando la popolazione o la famiglia, quando la serenità è compromessa. In passato, si metteva a tavola un posto in più per lei, in modo che avesse la possibilità di riposarsi sedendosi, nel caso contrario se tutte le sedie fossero state occupate sarebbe andata via e facendo accadere numerosissime sciagure dovute alla mancata ospitalità, provocando anche la morte di un familiare. Ad ella piace l’ordine e la pulizia e per questo una casa trascurata la rende irascibile. Quando si decideva un trasloco, si cercava di parlarne fuori casa, in modo da non farle sapere nulla, per non attirarsi le sue ire e non offenderla. Così anche se si ristruttura la casa: Casa accunciata morte apparicchiata.

l'anima della casa
l’anima della casa

Infine secondo la tradizione popolare si manifesta in un geco o si fa vedere dietro le tende mosse dal vento in una giornata di sole. Altro simbolo è il grano dorato appena colto. A questo si fa risalire la teoria che la Bella ‘mbriana sia una forte «traslazione» della figura della dea Demetra, per i greci, o Cerere, per i romani.

Nell’antica Grecia (e così le sue polis sparse per il mediterraneo) Demetra viene dal termine “Madre terra” o forse “Madre dispensatrice”. Sorella di Zeus, nella mitologia greca è la dea del grano e dell’agricoltura, nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre, del vivere civile e del focolare (la famiglia). Il suo popolo contadino (demo), i suoi figli sono legati alla figura di Demetra e di sua figlia Persefone centrali nelle celebrazioni dei Misteri eleusini, anch’essi riti di epoca arcaica e antecedente al culto dei dodici dei dell’Olimpo. Suoi simboli il grano e i papaveri, nonché i rettili soprattutto il geco.

Nella religione romana prende il nome di Cerere la divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti, ma anche dea della nascita, poiché tutti i fiori, la frutta e gli esseri viventi erano ritenuti suoi doni, tant’è che si pensava avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi. Per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, nonché bella e affabile, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e un canestro ricolmo di grano e di frutta nell’altra. In suo onore si celebravano le “Cerealia”, ogni 12 aprile, durante le quali venivano offerti frutta e miele e sacrificati buoi e maiali. Si compivano anche sacrifici per purificare la casa da un lutto familiare.

In contrapposizione vi è anche la figura della jannara, dalla Dea Diana che spaventa con la luna piena (come un lupo = Jannaro o lunare) che entra dall’esterno delle case o all’angolo dei vicoli e rugosa appare come una strega che prende alle famiglie e porta via punendo.3012

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Marco Fiore
Dott. Marco Fiore, laureato in Conservazione dei Beni Culturali Demoetnoantropologia all’Università Suor Orsola Benincasa. – Guida turistica nonché Agente del turismo culturale. Esercita la professione da più di dieci anni. – Curatore d’arte di eventi e vernissage. – Vincitore di alcuni concorsi di poesia. – Ha pubblicato con la Dott.ssa Assunta Mango : “ Napoli esoterica “ , “I tre decumani “ , “ Tempo e tradizioni “, “ I mestieri nel presepe napoletano “ “ L’anima che dispensa “. - Regista e sceneggiatore di commedie teatrali, Presidente e socio dell’Associazione.

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