86 anni e non sentirli. Ciriaco De Mita sindaco di Nusco

Ciriaco De Mita sindaco di Nusco

“Se uno è bischero lo è anche a 20 anni. É vero che con l’età si acquistano virtù ma si perdono anche facoltà. Nel mio caso, sono garantito dal Padreterno, mentre per gli altri valgono le leggi biologiche”. Per la serie ‘a volte ritornano’ Ciriaco De Mita, ex leader della Dc ed ex presidente del Consiglio dei Ministri, è da oggi sindaco di Nusco, il suo comune di nascita, nel cuore dell’Irpinia, poco più di 4000 abitanti ma tutti, o quasi, fedeli all’ex segretario democristiano.

De Mita con la fascia tricolore
De Mita con la fascia tricolore

Il 26 maggio scorso, infatti, De Mita è stato eletto primo cittadino del comune irpino con un vero è proprio plebiscito: 1136 voti, pari all’80%. La sua sfidante, l’ingegnere Rosanna Secchiano, ha racimolato la miseria di 336 voti (20% – ndr). L’insediamento ufficiale del nuovo sindaco è avvenuto nella giornata di ieri, dove ha giurato in un’affollatissima sala del palazzo Pepe-Della Vecchia, stesso luogo in cui oggi si terrà la prima riunione del nuovo consiglio comunale. Dopo aver illustrato il programma che intende attuare durante il suo mandato, De Mita non ha mancato di scherzare sulla sua età, citando un grande vecchio del passato, Amintore Fanfani.

“Due cose che avrei fatto con vero piacere non mi sono riuscite nella mia vita politica: quella di guidare il gruppo democristiano alla Camera e quella di fare il sindaco al mio paese”. Erano questi, fino a qualche tempo fa, due dei rammarichi del De Mita deputato. Dallo scorso 26 maggio, e ancora di più oggi, può aggiungere un’ennesima perla alla sua già lunga e radiosa collana politica. Gli storici del suo paese ricordano inoltre che già nel 1956 l’allora giovane De Mita provò a diventare sindaco, ma perse contro la lista della

De Mita con Margaret Thatcher e Ronald Reagan al G7 di Toronto, nel 1988
De Mita con Margaret Thatcher e Ronald Reagan al G7 di Toronto, nel 1988

Spiga di grano di Luigi Lanzetta. “Persi quelle elezioni perché promisi di portare la luce elettrica nelle campagne. Non mi credettero” furono le parole dell’epoca. Adesso, oltre mezzo secolo dopo, la missione è compiuta. E a lasciargli le chiavi del Comune è Giuseppe De Mita, che oltre a portare lo stesso cognome, ha anche lo stesso sangue. Era infatti il nipote ribelle che negli anni Ottanta fece venire in Irpinia Marco Pannella per attaccare l’illustre zio e tutta la famiglia. Poi si pentì e ad Avellino ancora ricordano una scena memorabile, al Teatro Eliseo, quando durante un congresso della Dc Giuseppe sale sul palco, chiedendo perdono “allo zio, alla famiglia e al partito”. Quando tocca allo zio parlare, il suo “non ti perdono” lascia tutti quanti di stucco.

Ma chi era davvero Luigi Ciriaco De Mita? Era l’uomo del doppio incarico (segretario della Dc e Presidente del Consiglio – ndr) come lo definivano i suoi detrattori. Era ‘o padrone e l’Italia’, come lo definiva scherzosamente Renzo Arbore. Quello che è sicuro è che con lui Presidente del Consiglio, alla fine degli anni Ottanta sbarcò a Roma il clan degli avellinesi. Salverino De Vito ministro del Mezzogiorno; Nicola Mancino vicepresidente del Senato; Gerardo Bianco vicepresidente della Camera. Come amava ripetere, “gli irpini rappresentano il 70% dell’intelligenza nazionale”.

Adesso, la chiusura del cerchio, con la nomina a primo cittadino di Nusco. Il suo primo messaggio da sindaco è l’apertura al dialogo con l’opposizione. Compito non difficile, dato che la minoranza è guidata dal suo cugino di primo grado Gianni Marino insieme a Rosanna Secchiano, entrambi del Pd. Il ‘De Mita system’ continua. Il ‘De Mita system’, forse, non si è mai interrotto.

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