1948, 2018, 70 anni della costituzione

Sono passati 70 anni dal giorno in cui entrò il vigore la costituzione italiana, costituita da principi, messi in crisi nella loro attuazione ma non meno autorevoli nella loro Storia, nella loro genesi e nel loro ruolo di monito per l’Italia.

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Valori e principi fondamentali della costituzione sono il lavoro e la democrazia, come decantato dal primo articolo, “L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul Lavoro. La Sovranità appartiene del Popolo, che la esercita nei modi e nei limiti della Costituzione”.

La centralità del lavoro è un tema fondamentale di tutta la costituzione. Viene infatti, ripreso nell’articolo 4 che sancisce che ‘La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società’.

Il lavoro è un diritto e un dovere per il cittadino, che apporta con il proprio lavoro una crescita societaria.

Il diritto al Lavoro corona il disegno di Uguaglianza e Libertà, diritto che è il filo conduttore della costituzione e che viene ribadito, oltre ad essere annunciato nell’incipit, nei primi articoli.

Segue poi l’articolo 2, in cui si sanciscono i diritti inviolabili dell’uomo :‘La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’.

La persona diventa il fulcro societario, tutelata equamente dalla legge, centrale nell’analisi giuridica. La centralità dell’individuo viene ribadita nell’articolo 3, ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali(….)’.

Si annienta la diversità, si acclama l’uguaglianza di tutti gli individui, indipendentemente dal sesso, uscendo da un’epoca patriarcale, in cui per legge vi era una gerarchia a partire dal sesso del’Al individuo, gerarchia appianata ed estinta.

Nel secondo comma dell’articolo 3 si legge che ‘(…) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’.

Il Lavoro è ancora strumento di creazione del bene comune, ne denota la centralità individuale.

La legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, il rispetto dell’individuo passa anche attraverso la retribuzione adeguata per i lavoratori, come si evince dall’articolo 36, che parla di “retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se´ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Ancora in tema di economia privata, c’è l’articolo 41che la definisce libera “se non si svolge in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

La storia della costituzione è marcata da un profondo sentimento unitario, unità che l’Italia ha storicamente raggiunto nella tarda età, unità morale e giuridica di cui la costituzione è il simbolo, e che la costituzione espleta, da qui giungono le motivazioni per il rinnovamento della stessa, per la crescita del Paese.

 

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