17 Maggio: Giornata internazionale contro l’omofobia

Ieri, 17 Maggio si celebrava la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, promossa dall'Unione europea dal 2004 per promuovere la sensibilizzazione e contrastare il fenomeno della discriminazione di genere.

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La bandiera della pace è simbolo della sensibilizzazione per i diritti degli omosessuali

Ieri, 17 Maggio si celebrava Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Questa é una ricorrenza promossa dall’Unione europea che si celebra dal 2004 ogni anno. L’obiettivo della giornata è quello di promuovere eventi di sensibilizzazione per contrastare il fenomeno della discriminazione di genere.

Ma perché è stata scelta questa data per celebrare quest’evento? Il 17 Maggio del 1990, OMS, ha riconosciuto che l’omofobia non è una malattia mentale. D’altronde 4 anni dopo è stata anche eliminata dal DSM, il manuale nel quale sono elencate tutte le malattie mentali. Il cammino per arrivare a superare questa condizione è stato lungo. Nel 1968 era considerata una deviazione sessuale, come la pedofilia, catalogata tra i “Disturbi Mentali non Psicotici”.

Nel 1974 si parlava di ”omosessualità egodistonica”, ovvero quella condizione in cui una persona omosessuale non accetta il proprio orientamento sessuale. Questa teoria verrà appunto superata nel 1987 per arrivare poi al fatidico 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Salute decide di depennare l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

Oggi sono nate associazioni che si occupano delle discriminazioni di genere e combattono per i diritti con manifestazioni ed eventi pubblici. Grazie alle associazioni locali, vengono allestiti degli sportelli per sostenere psicologicamente persone che vengono discriminate per l’orientamento sessuale.

Purtroppo ciò non basta per eliminare pregiudizi presenti, ancora oggi, in tutti gli ambiti sociali. In famiglia, dove molti ragazzi e ragazze che dichiarano la propria omosessualità subiscono violenze psicologiche. Nelle  istituzioni, dove il linguaggio omofobo e sessista fa da padrone. In particolar modo a scuola dove molti ragazzi sono vittime di bullismo a causa del loro orientamento sessuale.

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