La festa dannunziana in palcoscenico

1919 Fiume Città d'Arte e di Vita è lo spettacolo della Fiume dannunziana, nato grazie all'incontro con il grande interprete del poeta abruzzese Edoardo Sylos Labini, dal 2013 garanzia nel vestire i panni del Vate, e dalla penna drammaturgica di Leonardo Petrillo. A cent'anni dall'inizio dell'avventura fiumana uno spettacolo per comprenderne e conoscere anche il moto e l'animo di un evento che segnò la nostra Storia.

Avrà luogo sabato 7 settembre 2019 la Prima Nazionale presso l’Aurum di Pescara , per poi prender luogo al Teatro Manzoni di Milano, il 30 settembre 2019, lo spettacolo 1919 Fiume-Città d’Arte e di Vita, nata dall’incontro della drammaturgia di Leonardo Petrillo e dall’interpretazione magistrale di Edoardo Sylos Labini.
1919 Fiume-Città d’Arte e di Vita è un’ opera che attraverso il racconto e il gesto scenico vuole dar nuova linfa alle vicende della straordinaria impresa di Fiume, a  circa cent’anni dall’evento, intrapreso tra il 12 e 13 settembre 1919 con la “marcia di Ronchi” dal poeta-Vate Gabriele d’Annunzio e dai suoi Legionari e conclusosi nel dicembre 1920 con il “Natale di Sangue”, evento che rappresentò un unicum nella storia d’Italia per spirito e partecipazione.
Motore dell’intreccio sarà certamente il Vate, interpretato magistralmente negli ultimi anni dal poliedrico attore  Edoardo Sylos Labini, che dopo aver vestito i panni del d’Annunzio nell’ultimo spettacolo “Il d’Annunzio Segreto” di Angelo Crespi, tratto dalla biografia del custode spirituale e materiale del “Vittoriale degli Italiani” Giordano Bruno Guerri, “L’amante guerriero”, non esita a confrontarsi con una nuova sfaccettatura di una personalità, come quella del poeta abruzzese, capace di etichettare un’epoca quanto un atteggiamento artistico e mondano, fino a divenirne il principale interprete di un risentimento postbellico, culminante con gli episodi fiumani.
Fiume costituì per portata rivoluzionaria, un punto di svolta culturale anche su aspetti politici e sociali, ben evidenziati con la Carta del Carnaro del 1920, in cui si affrontavano temi come il divorzio, l’equiparazione dei diritti e dei doveri dell’uomo e della donna, libertà di opinione, di culto, e perfino l’obbligo di prestare servizio militare per le donne, a cui si aggiungono il suffragio universale, misure assistenziali e un sistema pensionistico.
1919 Fiume-Città d’Arte e di Vita è lo spettacolo del Bello che domina, la rivisitazione teatrale dello spettacolo di liberazione di Fiume, grazie ad un attento lavoro nella ricostruzione dell’aspetto scenico e drammatico dell’intera troupe, a cui l’esperienza assunta dal Sylos Labini, affiancato da Maria Angela Robustelli, nel calarsi nella complessa personalità del Vate riesce a darvi quella duttile intraprendenza carismatica, tipica del poeta.
Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO